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Titolo: Annuario dell'agricoltura italiana. 2013, volume 67
Autore: INEA
Sardone, Roberta
Ciaccia, Domenico
Sardone, Roberta
Zezza, Annalisa
Pupo D’Andrea, Maria Rosaria
Aguglia, Laura
Bodini, Antonella
Doria, Paola
Banterle, Alessandro
Petriccione, Gaetana
Solazzo, Roberto
Perito, Maria Angela
Povellato, Andrea
Bortolozzo, Davide
Longhitano, Davide
Carillo, Felicetta
Arzeni, Andrea
Zilli, Greta
Macrì, Maria Carmela
Zumpano, Catia
Casella, Domenico
Pallara, Pierpaolo
Monda, Mafalda
Di Paolo, Ines
Pupo D’Andrea, Maria Rosaria
Piatto, Paolo
Storti, Daniela
Marandola, Danilo
Vaccari, Stefano
Bianchini, Simona
Iele, Anna
Dell’Aquila, Crescenzo
Briamonte, Lucia
Nencioni, Maria Cristina
Marongiu, Sonia
Romano, Raoul
Zucaro, Raffaella
Coderoni, Silvia
Lasorella Valentina, Valentina
Vanni, Francesco
Abitabile, Carla
Bodini, Antonella
Giarè, Francesca
Marras, Francesca
Longhitano, Davide
Giuca, Sabrina
Valentino, Graziella
Pierangeli, Fabio
Trione, Stefano
Dell’Aquila, Crescenzo
Agosta, Ida
Borsotto, Patrizia
Comegna, Ermanno
Tudini, Lucia
Chiozzotto, Filippo
Marandola, Danilo
Issue Date: 2014
Editore: INEA
Abstract: l’Annuario dell’agricoltura italiana si prefigge da sempre lo “…scopo di fornire alle istituzioni economiche, agli agricoltori ed ai tecnici, una cronaca documentata delle vicende dell’economia agraria italiana…” (G. Medici, Avvertenza al volume I, 1948). Il volume LXVII, riferito agli avvenimenti del 2013, è articolato in cinque parti ed è completato, come consuetudine, da un’ampia appendice statistica dettagliata a livello regionale. Nel 2013 l’economia mondiale è stata caratterizzata da un rallentamento della crescita con qualche modesto segnale di rafforzamento nei principali paesi avanzati e una decelerazione delle economie emergenti. Il 2013 segna per il settore dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca una ripresa, che ha avuto il merito di invertire il segno del brusco risultato recessivo accusato nell’annualità precedente, ricollocando la branca all’interno del suo tradizionale ruolo anticiclico. La produzione agricola nazionale è derivata per oltre la metà dalle coltivazioni e per un terzo dagli allevamenti. Rispetto al 2012, si è registrato un aumento del peso della prima componente e una riduzione della seconda, analizzando però le variazioni a valori concatenati emerge un quadro differente, con un arretramento generalizzato, in cui il segno negativo caratterizza indistintamente tutte le produzioni, sia agricole che zootecniche, fatta eccezione per le industriali, i prodotti vitivinicoli, la frutta e le uova. Sul fronte degli scambi con l’estero di prodotti agro-alimentari, le esportazioni crescono del 5%, mantenendo lo stesso ritmo del 2012, grazie al contributo determinante della componente prezzo e, al contempo, tornano a crescere le importazioni (+3%), grazie a un aumento della componente quantità. Con 1.620.884 aziende agricole rilevate dal 6° censimento dell’agricoltura (2010) e una superficie pari a 12,8 milioni di ettari, l’Italia, con riferimento al settore primario, si colloca in una posizione di primo piano all’interno dell’Ue. I risultati economici aziendali, realizzati attraverso l’analisi delle informazioni contenute nella banca dati della Rica (2012), hanno fatto registrare un valore medio della produzione, derivante dall’attività agricola e da quella connessa (comprensiva degli aiuti pubblici in conto esercizio), pari approssimativamente a 58.300 euro per azienda, di cui circa il 47% necessario a remunerare i fattori di consumo extra-aziendali, i servizi di terzi e gli ammortamenti. Il valore aggiunto netto (Van), ottenuto sottraendo da tale valore i consumi intermedi rezzo contenuto e in promozione, scegliendo di volta in volta i formati di vendita che garantiscono le condizioni di acquisto migliori. In questo contesto, si è instaurata anche una maggiore attenzione alla riduzione degli sprechi, attraverso il contenimento delle quantità acquistate e una maggiore attenzione alle date di scadenza. L’attenzione alla qualità e alla differenziazione dei consumi non è venuta meno. Infatti, risultano in aumento sia gli acquisti di prodotti biologici, che i prodotti legati alla sfera del benessere e della salute. Appaiono sempre più affermate le nuove abitudini di consumo collegate a stili di pensiero e di vita, come i prodotti vegetariani e vegani. In aumento sono stati anche i prodotti legati a diete particolari. Nella distribuzione, i piccoli centri di vendita hanno mostrato una maggiore sofferenza rispetto alla grande distribuzione, facendo registrare una flessione del valore delle vendite del 3%. Al contempo,la distribuzione moderna ha proseguito nel rallentamento del ritmo di sviluppo del numero di ipermercati e supermercati (-0,5%); mentre, i discount sono risultati in espansione in tutte le circoscrizioni, sia in termini di numero di punti vendita, che di superficie totale impiegata. Il generale clima di difficoltà del sistema economico continua a riflettersi sui fattori di produzione, colpendo sia quelli a carattere strutturale (terra, fabbricati, macchine), sia quelli a carattere gestionale (mezzi tecnici, lavoro, servizi). Il mercato della terra ha mostrato segnali di cedimento anche nel 2013. Nel 2013, gli effetti della fase recessiva attraversata dall’economia in Italia si sono manifestati in un consistente calo dell’occupazione anche nell'agricoltura. La diminuzione dell’occupazione agricola è stata più severa nel Nord-est (-9,9%) e nel Mezzogiorno (-4,1%), mentre è rimasta invariata al Centro e nel Nord-ovest. Nel 2013, gli agricoltori italiani hanno ricevuto come sostegno pubblico circa 13,5 miliardi di euro, con un aumento del 3,8% rispetto al 2012 dovuto quasi integralmente all’incremento dei trasferimenti di origine comunitaria. Nel 2013, oltre all’ammodernamento delle aziende agricole e ai pagamenti agro-ambientali, ottime performance sono state ottenute anche dalla misura per gli interventi volti al risparmio idrico e alla viabilità rurale e forestale. Si conferma il progressivo aumento della superficie forestale italiana. La tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche rimane uno degli obiettivi prioritari per lo sviluppo sostenibile del territorio rurale. Per quanto riguarda il cambiamento climatico, nel 2012 l’Italia ha fatto registrare una riduzione delle emissioni del 5,4% rispetto all’anno precedente e dell’11,4% rispetto al 1990. Il 2013 segna una crescita apprezzabile per l’agricoltura biologica italiana che vede le superfici dedicate (certificate e in conversione) aumentare del 13% circa Tra le attività di diversificazione in agricoltura un posto rilevante è occupato dall’agriturismo e dal turismo rurale dei quali i dati evidenziano la continua crescita del settore.
URI: http://dspace.inea.it/handle/inea/1281
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