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Titolo: Indagine sul mercato fondiario in Italia : rapporto regionale. 2010
Autore: INEA
Povellato, Andrea
Bortolozzo, Davide
Longhitano, Davide
Borri, Ilaria
Trione, Stefano
Castelli, Maurizio
Gambarin, Luigi
Zilli, Greta
Sturla, Alberto
Marseglia, Francesco
Serchi, Giacomo
Tudini, Lucia
Fongoli, David
Fioretti, Amleto
Arzeni, Andrea
Monti, Franco
Palumbo, Stefano
Di Sandro, Glauco
Ugati, Rossella
Ricco, Vincenzo
Biancone, Giovanni
Gaudio, Franco
Ida, Agosta
Cirivello, Teresa
Floris, Federica
Issue Date: 2012
Editore: INEA
Abstract: I valori fondiari nel 2010 sono cresciuti dello 0,8% a prezzi correnti, confermando nella sostanza i modesti aumenti registrati in questi ultimi anni. Il prezzo medio della terra, a livello nazionale, si attesta ormai stabilmente oltre i 18.000 euro per ettaro (tab. 1) , ma i valori sono molto differenziati passando dalle zone della Pianura padana (valori medi intorno ai 35-45.000 euro/ha) alle aree montuose interne del Mezzogiorno (6-7.000 euro/ha). L'attività di compravendita molto ridotta sembra essere l'aspetto peculiare dell'andamento del mercato fondiario in Italia nel 2010. Gli effetti negativi della crisi economica continuano a pesare sulle decisioni di investimento dei potenziali compratori e dall'altra parte i venditori rimangonomolto prudenti, data l'incerta situazione dei mercati finanziari nell'ipotesi di re-investire la liquidità ricavata dalla vendita del fondo. Ne consegue una sostanziale tenuta dei prezzi dellaterra che non sembrano risentire di particolari bolle speculative, come avvenuto nei mercatiimmobiliari di altri paesi. Il confronto con l'indice dei prezzi al consumo (+1,6%) indica che si è verificata un'ulteriore erosione del capitale fondiario a prezzi costanti (-0,8%). A parte la parentesi del 2007 in cui l'aumento dei valori fondiari eguagliò il tasso di inflazione, è dal 2005 checontinua la lenta ma continua erosione dei valori fondiari. A prezzi costanti il valore mediodel capitale fondiario è diminuito del 5% negli ultimi 5 anni con punte del 6/7% nel Sud e Isole e riduzioni più limitate (-2%) nelle regioni settentrionali. Da questa tendenza generalizzata sono escluse aree particolari, caratterizzate da elevata fertilità e buone dotazioni infrastrutturali, e colture specializzate, i vigneti innanzitutto, che grazie ai buoni riscontri produttivi e commerciali sono sempre in grado di attrarre nuova domanda e difficilmente evidenziano tendenze alla fuoriuscita dall'attività agricola. L'evoluzione delle politiche di sostegno al reddito non sembra avere una particolareinfluenza sulle condizioni di mercato. Gli operatori hanno assimilato il nuovo sistema dei pagamenti disaccoppiati e all'atto di compravendita valutano la presenza dei titoli di aiuto associati al terreno, anche se la presenza di titoli incide maggiormente sui canoni d'affitto che sui prezzi di vendita. Evidentemente i valori fondiari sono influenzati dall'entità di aiuti al reddito ricevuti, ma l'incidenza di questo fattore sul prezzo finale è meno importante di quanto si pensi. Nell'ambito di un'attività di compravendita sempre più rarefatta sono gli agricoltori professionali che tengono alti i prezzi contendendosi i terreni più fertili e dotati di migliori infrastrutture. In alcune zone il mercato è vivacizzato da aziende zootecniche che cercano nuovi terreni per adeguarsi ai vincoli sul carico di bestiame e, ultimamente, da operatori del settore delle energie rinnovabili comunque in genere più attivi sul mercato degli affitti. Dall'altro lato l'offerta è rappresentata da agricoltori anziani o a mezzo tempo che decidono di abbandonare l'attività agricola e non sono più interessati a mantenere la residenza in aree rurali. Ciononostante, malgrado in molte regioni si segnali anche una prevalenza dell'offerta sulla domanda, non si notano significative riduzioni dei prezzi della terra. Sotto questo profilo, in prospettiva, la tenuta dei prezzi potrebbe aumentare l'interesse di investitori alla ricerca di forme di investimento sicure e non soggette ad eccessive variazioni determinate dalle mutevoli condizioni della congiuntura economica.
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