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Titolo: Indagine sul mercato degli affitti in Italia : rapporto regionale. 2010
Autore: INEA
Povellato, Andrea
Bortolozzo, Davide
Longhitano, Davide
Borri, Ilaria
Trione, Stefano
Castelli, Maurizio
Luigi, Gambarin
Zilli, Greta
Sturla, Alberto
Marseglia, Francesco
Serchi, Giacomo
Tudini, Lucia
Fongoli, David
Fioretti, Amleto
Arzeni, Andrea
Monti, Franco
Palumbo, Stefano
Di Sandro, Glauco
Ugati, Rossella
Ricco, Vincenzo
Biancone, Giovanni
Gaudio, Franco
Agosta, Ida
Cirivello, Teresa
Floris, Federica
Issue Date: 2010
Editore: INEA
Abstract: Secondo i risultati provvisori del 6° Censimento dell’agricoltura condotto dall'ISTAT, nell’ultimo decennio la struttura fondiaria si è modificata sostanzialmente, anche grazie all'aumento delle superfici in affitto o gestite a titolo gratuito. Infatti, la consistente diminuzione del numero di aziende sembra aver aumentato l'offerta di terreni in affitto, in particolar modo nelle regioni centro-meridionali. Nel 2010 la superficie in affitto, comprensiva dell’uso gratuito, assomma a circa 4,5 milioni di ettari con un incremento complessivo del 46% rispetto ai poco più di 3 milioni di ettari del 2000 (tab. 2) . L'incidenza di questa superficie sulla SAU totale oltrepassa il 35%, allineandosi con i valori medi europei, dove la quota di superficie in affitto incide per il 40% circa. Resta tuttavia un’effettiva differenza nella diffusione dell’affitto tra regioni del nord e del sud della Penisola, sebbene si noti una tendenza alla riduzione del divario grazie al considerevole incremento nelle regioni meridionali (+88%). La dinamicità del mercato è più evidente nelle regioni di nord ovest, con una domanda nettamente superiore all’offerta, che si attenua parzialmente nelle regioni di nord est. I canoni tendono al rialzo, anche in misura consistente nel caso di terreni destinabili a colture energetiche, e il fenomeno sembra essersi amplificato da quando alle colture destinate alla produzione di biocombustibili, si sono aggiunte quelle adatte alla produzione di biogas, in particolare il mais ceroso. Nelle zone centrali prevale la situazione di sostanziale equilibrio già riscontrata nella precedente indagine con canoni per lo più stabili, a eccezione dellaToscana, dove si registrano ribassi conseguenti al calo dei prezzi agricoli che ha caratterizzatola prima parte del 2010. Anche al sud il calo dei prezzi ha avuto conseguenze dirette sulmercato degli affitti, incentivando la sottoscrizione di contratti di breve durata se nonaddirittura stagionali. Tuttavia resta attiva la domanda di terreni ai fini dei titoli PAC in modo da poter accedere agli aiuti previsti, definendo una sorta di mercato parallelo tra terreni dotati o meno di titoli. Dal punto di vista contrattuale, in tutta Italia prosegue la regolarizzazione deicontratti in deroga alle norme della legge 203/82, pur restando frequenti i casi di contratti atipici (accordi verbali, compartecipazione, pagamenti in natura) concentrati soprattutto nelle zone interne del Paese. Non accenna a placarsi la polemica sugli effetti delle politiche energetiche sul mercato degli affitti, già segnalata nei due anni precedenti. Le maggiori tensioni riguardano il nord Italia, dove soprattutto l’affermarsi della filiera del biogas ha generato un consistente incremento della richiesta di superfici da destinare a colture agroenergetiche. Ciò sembra aver innescato una bolla speculativa sulle quotazioni dei canoni, tanto da scatenare le preoccupazioni delle organizzazioni agricole. Il boom degli impianti di produzione di biogas basati sull’uso di cereali e reflui zootecnici hanno interessato in particolare la Lombardia e il Veneto. Per il futuro è attesa un’evoluzione del mercato degli affitti legata soprattutto alla ripresa dei prezzi agricoli che si è verificata nell’ultimo trimestre del 2010 oltre che per la crescente domanda di terreni da destinare alla produzione di energia alternativa, sebbene questo fenomeno resti legato all’aggiornamento delle normative nazionali in materia energetica.
URI: http://dspace.inea.it/handle/inea/1023
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